La Carta Etica del Viaggio e del Viaggiatore
IMPARIAMO A RISPETTARE VIAGGIANDO
E A VIAGGIARE RISPETTANDO…
La carta etica del viaggio racchiude, da sempre, quei principi che sono “la
filosofia” sia dei viaggiatori più preparati e motivati che degli operatori
attenti ad un turismo etico e solidale.
Sostenibilità ed eticità, difesa dell’ambiente e delle culture, capacità di
confronto con “l’altro”, per conoscere, capire, condividere: devono diventare
l’obiettivo di tutti i viaggiatori.
La carta etica vuole essere un contributo perché ciò avvenga. Non vuole essere
uno strumento asettico che detta regole, ma un primo passo per attuare quei
principi che tutti condividiamo.
Questa versione nasce da incontri, discussioni, messe a punto. Nasce,
soprattutto, dall’esperienza che abbiamo accumulato (e come noi altri operatori
di tutto il mondo) in anni e anni di organizzazione di viaggi.
Premessa
Viaggiare vuol dire accettare il confronto e la differenza. Vuole dire
essere consapevoli che chiunque in un Paese diverso dal suo è un ospite. Che il
nostro passaggio lascia tracce importanti.
Che essere accettati può essere gravoso per chi ci accoglie. E che non possiamo
sempre pensare di “dover” insegnare qualcosa agli altri. Bisogna ricordare che
per impostare un confronto utile si deve essere in due, ma che ognuna delle
parti deve avere un ruolo ben preciso: solo così avranno e avremo la parte
migliore di tutti e due questi mondi, il loro e il nostro.
Il viaggio
Visitare un Paese significa, come prima cosa, confrontarsi con un altro
mondo, con culture spesso differenti, con altre religioni e tradizioni.
Significa esser consapevoli che dovremo mettere in discussione molte delle
nostre certezze e che è necessario capire e accettare, ma soprattutto che
bisogna evitare la tentazione di modificare quella realtà piegandola alla nostra
visione del mondo. È un approccio estremamente delicato e da questo dipendono
sia la riuscita di un viaggio che, soprattutto, la salvaguardia e lo sviluppo
del mondo nella sua globalità.
Piccoli sforzi per sostenere e sviluppare
La sostenibilità passa anche, nell’organizzazione del viaggio, attraverso
• L’utilizzo di strutture locali
• L’aiuto a quelle strutture per il loro sviluppo, al fine di adeguarle
velocemente agli standard richiesti dai viaggiatori
• La formazione di personale locale
• Il giusto equipaggiamento dello staff locale che segue i viaggiatori
• L’utilizzo del cibo locale e la formazione del personale di cucina.
Il rispetto dell’altro
Avvicinarsi a culture, religioni, tradizioni differenti con l’umiltà di chi
vuole conoscere e capire: si fa rispettando le regole e le tradizioni del luogo.
Spesso sono piccole cose, che richiedono solo un poco di attenzione. È giusto
tenerne conto.
• L’abbigliamento ci qualifica agli occhi dei nostri ospiti. Un modo di vestire
improprio rispetto alle tradizioni e alle credenze del luogo è un modo grave di
offendere un popolo, la sua cultura e la sua religione
• Non pensare che l’approccio anche fisico sia uguale dappertutto. Anche gesti
semplici, come carezzare un bimbo, dare la mano a una donna, appoggiare la mano
sulla spalla di un uomo, possono avere significati differenti rispetto alla
nostra cultura e costituire offesa o, quanto meno, fonte di disagio
• Rispettare i ritmi di vita del paese che si visita. Spesso sono più lenti,
quasi sempre sono comunque differenti dai nostri. È anche questa una maniera per
farsi accettare
• Fotografare senza chieder il permesso o, peggio, fare foto contro la volontà
degli altri è grave e controproducente. Una bella foto nasce dal dialogo, dalla
simpatia, dalla certezza che il soggetto non ci sta subendo
• Usare i medicinali in maniera impropria, regalarli senza criterio, non
attenersi nei tempi e nelle quantità alle disposizioni inerenti la prevenzione
della malaria o di altre malattie può essere causa di gravi squilibri. Noi
torniamo a casa, ma là restano i problemi, anche quelli che provoca un nostro
atteggiamento superficiale
• Una Carta Etica del viaggio non dovrebbe nemmeno preoccuparsi del turismo
sessuale, che non dovrebbe esistere. Ci limiteremo, qui, semplicemente a
ricordare che non è solo punito dalla legge, ma che è la forma più abominevole
di comportamento, soprattutto perché si basa sullo sfruttamento della miseria di
un popolo o di un paese.
Il rispetto dei parametri di vita
Ogni paese, ogni luogo, ogni popolo vive in una dimensione che gli è
propria. Non spetta al viaggiatore giudicare o intervenire. Spetta invece
accettare ed adeguarsi, partendo dal presupposto che gli stili di vita sono
differenti e che proprio questo potrebbe ingenerare incomprensioni e contrasti.
Lo stesso valore del denaro e il suo utilizzo sono una componente capace di
determinare un cattivo rapporto. Il denaro, ma anche i regali e le offerte sotto
svariate forme: ogni azione va valutata secondo il valore che si dà localmente
alle cose, perché anche ciò che i locali offrono al viaggiatore risponde a quel
valore.
Vale per il denaro, per i regali, per il cibo.
• Non ostentare. Alcune macchine fotografiche che appaiono particolarmente
costose, orologi appariscenti o, a volte, l’eccesso nel modo di vestire generano
incomprensione e cattivi rapporti. Il valore di certi oggetti e di certo
vestiario corrisponde spesso a quello di molti mesi, forse di un anno, di lavoro
di un abitante locale. Non sarà questo a non farvi accettare, ma lo sarà
l’ostentazione di tanta differenza
• Non regalare denaro, soprattutto ai bambini; se si vuole donare bisogna sempre
farlo legando questo atto alla richiesta di piccoli lavori o servizi: guidarci
in un luogo, aiutarci su terreni impervi, portare la sacca delle macchine
fotografiche, procurarci acqua o cibo, venderci piccoli oggetti di fattura
artigianale. Spesso regalare denaro destabilizza non tanto o non solo l’economia
locale, quanto il modo di vivere delle persone, la loro percezione di un equo
rapporto lavoro-denaro: si danno a volte, rapportandosi ai propri parametri,
somme alte e molto superiori a quanto è immaginabile ricevere senza
contropartita alcuna
• Si possono fare piccoli regali. È preferibile se utili o se la cosa viene
concordata con i capo villaggio o con il maestro della scuola locale, ma non
facciamone un principio troppo rigido perché, se fatto con garbo e nei giusti
modi, non c’è assolutamente nulla di poco o “non etico” nel lasciare qualcosa
per il solo piacere di dare e per quello di ricevere. Al contrario, quella che
va assolutamente evitata è la pessima abitudine di lanciare caramelle e penne ai
bimbi “solo” per toglierseli di torno. È un modo offensivo di presentarsi e non
ci avvicina ad un popolo
• Trattare è possibile; a volte fa parte della cultura locale. L’importante è
farlo con rispetto delle persone e con lealtà: certi baratti, con il desiderio
di scambiare oggetti di valore o tradizionali con “fondi di cassetto” che ci
siamo portati appresso, sono gravi ed offensivi. Per la loro, ma anche per la
nostra cultura
• Il rifiuto dell’acquisto di oggetti tradizionali e sacri, quando questo è
proibito e impoverisce il patrimonio locale, è una regola dalla quale non si può
prescindere. Darsi come giustificazione il fatto che chi ci vende quegli oggetti
lo fa perché ha fame e che il nostro acquisto è un “aiuto” è grave ed
irresponsabile.
Lasciare piccole impronte
Chiunque vada in un altro, diverso, Paese lascia tracce di sé. L’importante
è che siano piccole impronte, capaci di dare qualcosa e non di togliere. Bastano
piccole regole, attenzioni del tutto normali, per salvaguardare il pianeta e i
popoli che lo abitano. La sostenibilità non è semplice ambientalismo: è rapporto
tra culture e civiltà, è incontro di persone e popoli. Ma salvaguardare
l’ambiente, che spesso è il vero patrimonio di un Paese, è salvaguardare ed
aiutare quei paesi e quei popoli; quindi, sostenerli.
• Riduciamo al minimo tutto ciò che verrà lasciato nei paesi in cui si viaggia e
di cui è difficile il riciclaggio o l’eliminazione (contenitori, imballaggi,
plastica, pile, ….)
• Bruciamo tutto ciò che è possibile, al fine di evitare che resti sul luogo e
invada ogni cosa (la carta igienica in primo luogo, quando si viaggia con i
campi mobili)
• Se utilizziamo barattoli metallici e ci troviamo in paesi in cui vengono
riciclati, lasciamoli tutti assieme e facilitiamo il recupero da parte selle
popolazioni locali. Altrimenti stiviamoli con tutti i rifiuti, che porteremo, in
appositi sacchi, con noi fino alla più vicina discarica. Evitiamo di
“convincerci” che ovunque vengono riciclati al solo scopo di abbandonarli con la
coscienza tranquilla
• Evitiamo di disturbare gli animali alterando il loro ciclo vitale al solo
scopo di effettuare delle belle foto. Per questo è necessario non avvicinarsi
troppo, non favorire un animale o l’altro durante una caccia usando metodi di
disturbo (l’auto, le luci, rumori vari), non uscire dalle piste segnate, non
gettare cibo, non accarezzare i cuccioli di animali non domestici, non
corrompere i guardia caccia per poter fare cose proibite o recarsi in zone
interdette, non comprare pelli al fine di evitare l’uccisione di animali per
scopo di guadagno
• La sostenibilità dei luoghi e delle popolazioni che ci vivono passa anche
attraverso il giusto pagamento delle tasse di ingresso nei Parchi e nelle
Riserve: quei soldi servono a proteggerle e a svilupparle. Il mare, i laghi, i
fiumi
• La salvaguardia dell’ambiente non passa solo per i parchi e le riserve.
Evitiamo di pescare là dove è proibito, non camminiamo sulla barriera corallina,
non asportiamo coralli vivi, non peschiamo conchiglie, non deturpiamo e
sporchiamo spiagge ed arenili, non favoriamo la pesca durante i periodi di
riposo biologico, non spingiamo i pescatori locali a catturare prede proibite o
di misura protetta. Non gettiamo combustibili o plastica in acqua, non
utilizziamo imbarcazioni a motore sotto costa o in zone interne dove danneggiano
la fauna e la flora circostante.
L’acqua, comunque
• Parlando di acqua non dimentichiamoci che è un bene prezioso. Vanno protetti
mare, fiumi, acque, sorgenti, ma è necessario avere in genere grande rispetto
dell’acqua e del suo utilizzo. È un bene prezioso, in molte zone è un bene raro:
bisogna averne cura e uno dei modi per farlo è non sprecarla anche quando ci
sembra che ce ne sia in abbondanza. Sprecarla è spesso un insulto alle
popolazioni della zona che ben sanno quanto sia preziosa; per questo è
indispensabile chiedere il permesso prima di prelevarla dai loro pozzi o dalle
cisterne di raccolta.
Il rispetto della storia dei luoghi
Un capitolo a sé spetta ai luoghi di interesse archeologico e storico.
Rispettarli significa rispettare una cultura e le popolazioni che ne sono
portatrici. Spesso i siti archeologici costituiscono anche una delle fonti di
maggior reddito di una zona e di chi ci vive perché sono quelle vestigia ad
attirare i viaggiatori. Spesso si pensa che fotografare con il flash non crei
danni, mentre quella luce altera più del sole; ovviamente è da escludere
assolutamente l’abitudine di molti di bagnare o far bagnare i graffiti rupestri
per poterli fotografare con maggior incisione. In genere, quanto a testimonianze
del passato: evitare di deturparle, di scriverci scioccamente sopra nomi e date,
anche solo di toccarle ricordando che migliaia di gesti simili comportano un
danno grave, di comprarne o asportarne pezzi più o meno significativi, di
alterare i siti spostando pietre, di arrampicarsi sopra, di lasciare rifiuti:
anche così si preserva e, dunque, si sostiene
Comunicazione obbligatoria ai sensi dell'articolo 16 della legge 269/98.
La legge italiana punisce con la pena della reclusione i reati inerenti alla
prostituzione e alla pornografia minorile, anche se gli stessi sono commessi
all'estero.